Archivio di Luglio 2010

Europa delle banche o Europa delle Patrie?

Martedì, 27 Luglio 2010

A proposito dell’Europa avevamo ragione quando dicevamo che a noi che siamo europeisti convinti, questa Europa delle banche e della finanza non piaceva ( e certamente non per motivazioni estetiche o comunque ideologicamente preconcette ). Il nostro dissenso era motivato da ragioni ideali, ma anche pratiche perché ritenevamo che il collante dell’economia non fosse sufficiente a tenere uniti 15 o 27 Paesi proprio per la natura intrinseca che l’economia ha e che pone come unico parametro di valutazione il profitto. Quando questo decade e non lo fa in modo omogeneo come sta appunto accadendo oggi a causa di una crisi internazionale le cui radici sono nel mondo liberalcapitalista USA, ma le cui conseguenze sono pagate dal mondo intero, succede quello che era logico aspettarsi e cioè ogni Paese Europeo analizza ed evidenzia la propria situazione economica e non è disposto ad accollarsi, oltre una formale solidarietà che si concretizza in aiuti insufficienti, il peso del dissesto degli altri Paesi. Basterebbe ascoltare il governo ed il ministro Tremonti che quotidianamente rassicurano gli italiani che il nostro Paese è fuori dalla tempesta che sta sconquassando l’Europa intera e che noi non siamo nei guai come Grecia, Spagna o Portogallo, per capire quanto sia vero quanto andiamo affermando. Siamo quasi al “si salvi chi può” o perlomeno all’ “ognuno per se e Dio per tutti”.. Per questo noi europeisti veri chiedevamo che la nostra Europa fosse innanzitutto l’Europa delle Patrie e delle Nazioni e di conseguenza una Europa che fosse prima di tutto una unione Politica, con un governo federale che avesse competenze specifiche e relativo potere esecutivo senza sottostare ogni giorno ai giochi delle politiche dei vari Paesi che bloccano e castrano ogni azione unitaria e che sono succubi delle economie nazionali. Competenze che comprendessero la politica estera, la difesa, le fonti energetiche, la pubblica istruzione, la politica economica e monetaria e sulle quali la sovranità federale facesse aggio su quella dei singoli Paesi. In un’Europa siffatta le decisioni in economia, in politica monetaria ed in politica estera sarebbero state prese dal potere centrale e le conseguenze, positive o negative, sarebbero state condivise da tutti i membri federati senza creare condizioni di privilegio o di svantaggio per nessuno. Un’Europa delle Patrie e delle Nazioni baserebbe la sua coesione su di una cultura, una storia ed un insieme di tradizioni comuni che farebbero da cemento, pur salvaguardando le diverse specificità, ad un’unione con basi ben più solide che non quella di una comune moneta. Certo, per realizzare un contesto come questo, la condizione primaria dovrebbe essere il controllo della politica sull’economia e non il contrario come accade oggi. E ricadiamo inevitabilmente, come sempre quando analizziamo le crisi del mondo moderno, al conflitto tra ORO e SANGUE e, se l’Oro vince, come è successo dopo la guerra terminata nel 1945, allora le conseguenze logiche ed inevitabili sono quelle di una preminenza dell’economia sulla politica ed i comportamenti dei Paesi Europei in una crisi come l’attuale sono il logico effetto di quella causa ..!! Per questo, e non per preconcetto, siamo pessimisti sul futuro dell’Europa. Il materiale con cui essa è stata costruita non è né idoneo né sufficiente e la costruzione non può reggere ai sommovimenti che inevitabilmente la scuoteranno nel corso del suo cammino verso il futuro.

Alessandro Mezzano

Faida

Lunedì, 26 Luglio 2010

berlusconi-fini.jpgPare che nel PDL si stia arrivando alla resa dei conti tra Berlusconi e Fini Iscariota e le gazzette ci informano quotidianamente dei dettagli sullo svolgimento di questa faida interna che, per la verità, non ci appassiona più di tanto. Non scendiamo ad analisi sulle motivazioni di questa guerra perché siamo convinti, e lo abbiamo già scritto più volte, che sia niente altro che una guerra tra bande per il predominio e la conquista del controllo del centrodestra.

Insomma Fini Iscariota studia da Berlusconi da diversi anni ed ora gli pare che l’avversario sia stanco, debole e vulnerabile e pertanto cerca di sferrare il colpo finale per abbatterlo, niente di più e niente di meno! Valutiamo la faccenda su due piani, uno strettamente politico ed uno personale. Sul piano politico non abbiamo preferenze perché, per quanto disistimiamo Berlusconi, per quanto lo consideriamo una iattura per l’Italia e per quanto ci auguriamo che egli scompaia dalla scena politica, sappiamo perfettamente che Fini Iscariota non è certamente migliore ed anzi può essere persino più pericoloso. Egli, nonostante le dichiarazioni di questi ultimi tempi ( prima se ne stava zitto e buono anche se la situazione era già marcia come oggi.. ) in cui chiede moralità, rigore e pulizia nel partito, è altrettanto amorale e privo di scrupoli di Berlusconi e pertanto il Paese non ci guadagnerebbe niente nello scambio. Fini Iscariota non ha un progetto-Paese, non ha una linea politica precisa, un programma che lo definisca e lo differenzi da Berlusconi, ma sta solamente facendo una guerriglia interna che ha come unico scopo quello di sostituire Berlusconi. Dice delle cose per accaparrarsi la simpatia della gente, ma sappiamo per esperienza passata che Fini Iscariota non è uomo che mantenga le opinioni e che non le capovolga non appena questo sia di suo interesse contingente. La sua moralità è quella di un gatto soriano … La sua credibilità è nulla! E’ una lotta tra gangster per il predominio, come ai tempi di Al Capone! Ecco perché assistiamo indifferenti a questa resa dei conti e non tifiamo per nessuno dei due contendenti … Sul piano personale abbiamo motivi di profondo rancore per Fini Iscariota e non tanto per le idee che oggi dice di professare ( secondo noi egli non ha idee, ma solo interessi! ), né soltanto per il tradimento ideale che egli ha compiuto a Fiuggi che ha retrocesso di decenni la causa dei nostri ideali e che riguarda la miseria e lo squallore della sua coscienza, quanto perché egli ha approfittato della buona fede di tantissimi camerati che all’idea hanno sacrificato tempo, lavoro ed a volte anche la vita per arrampicarsi cinicamente sui loro sacrifici e fare una sua personale carriera fregandosene di tutto e di tutti! Questo, che pure dà la misura dell’individuo e basterebbe a squalificarlo come possibile guida e capo del governo del Paese, noi non glielo perdoneremo assolutamente mai e per questo gli rinnoviamo ogni giorno il nostro odio e la nostra maledizione!

Alessandro Mezzano

La Destra Molise

Domenica, 25 Luglio 2010

Stupro e razzismo

Domenica, 25 Luglio 2010

Il giornale Israeliano Haaretz del 20 Luglio 2010 riporta la notizia che il tribunale di Geruto salemme ha condannato il Palestinese Sabhar Kachour a 30 mesi di prigione per violenza carnale. Per un popolo che piange continuamente come se fosse stato l’unico ad essere stato perseguitato e che ad ogni piè sospinto accusa tutti di razzismo ( antisemitismo ) sono una incongruenza ed una incoerenza notevoli che confermano però le affermazioni della Bibbia e della Thorà laddove é scritto che solamente gli ebrei sono “..il popolo prediletto da Dio cui egli darà il dominio su tutte le Nazioni..” mentre il resto dell’umanità é solo composta da inutili “Goym” che sono a loro disposizione..! Il Palestinese condannato aveva avuto una relazione con una donna israeliana ed aveva avuto con lei rapporti sessuali completi e consensuali, ma per ottenerli aveva finto di essere Ebreo. Quando la donna lo ha saputo lo ha denunciato per stupro ed il tribunale lo ha condannato! La cosa più interessante é che il tribunale Israeliano ha sancito ufficialmente un principio di razzismo. Gli atti concreti di razzismo dello Stato di Israele erano già in essere da molto tempo ed erano numerosi. Dalla cacciata dei Palestinesi dalle loro case e dai loro territori per impossessarsene, alla riduzione dei diritti civili dei residenti arabi in Israele, alle targhe di colore diverso per arabi ed ebrei, alle vessazioni burocratiche nei confronti dei cittadini israeliani arabi, agli insulti, percosse e intimidazioni cui arabi israeliani e Palestinesi sono quotidianamente sottoposti, gli atti di razzismo degli ebrei contro gli Arabi Israeliani e Palestinesi non si contano ! Questa volta però c’è stata la conferma ufficiale e legale che ha sancito la liceità del razzismo da parte dello stato di cui la magistratura è espressione! Difatti, nonostante che i due avessero avuto per più volte rapporti sessuali consenzienti, nella sentenza é stabilito che la concretizzazione del reato di stupro é stata il fatto, denunciato a posteriori dalla donna, che Sabhar Kachour non era ebreo, ma arabo dando così validità al concetto che é stata la razza dell’uomo e non l’atto compiuto ( che era consensuale) a determinare la colpa. La cosa incomprensibile é però un’altra e cioè che ancora moltissimi, nel mondo, gli credano e gli diano ragione ..! Evidentemente, in un mondo nel quale il denaro è l’unica fonte di potere, chi detiene il controllo del denaro ( Wall Street, Federal Reserve, Trilateral, ecc. ecc. ecc. ecc. ), controlla anche il potere politico ed i media e riesce a determinare la pubblica opinione e ad anestetizzare dignità, orgoglio e libertà …!!!

Alessandro Mezzano

RAZZISMO

Venerdì, 23 Luglio 2010

Stando alle leggi, nazionali ed Europee sul razzismo (che noi né approviamo, né condividiamo perché giudichiamo illiberali, incostituzionali, persecutorie, demagogiche ed idiote), “..chiunque affermi principi di superiorità rispetto agli altri uomini dovute alla razza o alla religione, deve essere condannato e non deve essere permessa la predicazione e la divulgazione di libri che affermino i suddetti principi.” In base alle suddette leggi dovrebbe essere condannato chi predica e divulga la Thorà che é un libro, ancorché sacro della religione ebraica, fortissimamente razzista tanto da suddividere l’umanità in “prediletti della razza eletta” ( gli ebrei) e “Goym” che sono una specie di sottouomini ai quali é permesso di fare torti che é assolutamente vietato fare agli ebrei! Vorremmo che Fiamnma Nirenstein, deputata ebrea del PDL e presidente della commissione che sta portando avanti un progetto di legge contro il razzismo e “l’antisemitismo” prendesse posizione sulla Thorà e ci dimostrasse come certe affermazioni del libro, altrettanto sacro per gli ebrei della stessa Bibbia, non rientrino in quei parametri di razzismo che essa combatte e condanna. Ecco alcuni esempi della predicazione della Thorà: Nel Babha Kama (113b) si legge: “E’ permesso ingannare un goym.” E più avanti, il Babha Kama (113b) dice: “Il nome di Dio non è profanato quando, per esempio, un ebreo mente ad un goym dicendo: ‘Io ho dato qualcosa a tuo padre, ma egli è morto; tu me lo devi restituire,’ purché il goym non sappia che tu stai mentendo.” Nel Sanhedrin (59a) si legge: “Il rabbino Jochanan dice: Un goym che ficca il naso nella Legge è colpevole di morte.” Nell’ Abhodah Zarah (26b, Tosephoth) si legge: “Anche il migliore dei Goym dovrebbe essere ucciso” Nello Sepher Or Israel (177b) si legge:”Togli la vita ai Kliphoth e uccidili, e piacerai a Dio come uno che Gli offre incenso.”Nello Iore Dea (81,7, Hagah) si dice:”Se è possibile assumere un israelita, non bisogna assumere un Nokhri come balia per i bambini; infatti, il latte di una Nokhrith indurisce il cuore del bambino e gli infonde una natura perversa.”Nello Zohar (1,25b) si legge:”Coloro che fanno del bene all’Akum … non sorgeranno dai morti.”"La vita di un goym e tutte le sue capacità fisiche appartengono all’ebreo.” (A. Rohl. Die Polem. p.20) Potremmo andare avanti per pagine e pagine, ma ci sembra che siano sufficienti gli esempi riportati per dimostrare che l’anti razzismo ebraico é a senso unico e che se c’é una cultura ed una religione fortemente razzista, é quella ebraica..!! Ci rendiamo perfettamente conto che le radici di tale predicazione affondano in tempi barbari e feroci quando i concetti di giustizia, equità, tolleranza, umanità ed uguaglianza non erano ancora stati affermati ( da rivoluzioni che hanno stroncato ed annichilito quelle ingiustizie e non da una naturale evoluzione della cultura umana), ma ciò non toglie che chi ancora oggi considera sacri e veritieri quei testi e quella predicazione é doppiamente colpevole di razzismo e di iniquità! Attendiamo fiduciosi una spiegazione o una contestazione.

Alessandro Mezzano

Casapound Milano: domenica 17 luglio

Giovedì, 15 Luglio 2010

Berlusconi e i Giudici

Giovedì, 15 Luglio 2010

Se gli italiani non fossero questo popolo di minchioni accecati dal canto delle sirene politiche e conservassero una minima capacità di ragionamento critico autonomo anziché abbeverarsi solamente ai distributori di idee preconfezionate gestiti da elementi come Emilio Fede, Bruno Vespa, Vittorio Feltri o l’oca di Ligonchio, potrebbero oggi fare una constatazione ed un confronto tra ciò che va maldicendo Berlusconi da anni contro la magistratura e quanto essa invece sta facendo, specie negli ultimi mesi, a favore dei Cittadini, del Paese e della giustizia. Berlusconi DICE che la magistratura é politicizzata, che é diretta dall’opposizione ( e già qui, quand’anche ci fosse un minimo di verità ci si dovrebbe domandare perché mai la magistratura, che opera nel campo del diritto e della giustizia, si farebbe dirigere dall’opposizione anziché da Berlusconi che in Italia ha i soldi per comperare ed ha comperato, quasi tutti..), che vuole ribaltare la volontà degli elettori, che mente e trama a suo danno mentre egli è innocente e puro come un giglio.

Berlusconi NON DICE che le accuse contro di lui sono talmente solide da averlo costretto a fabbricarsi una pletora di leggi su misura cancellando reati, dimezzando i tempi di prescrizione, creando degli scudi come quello del “lodo Alfano” ( bella coppia, quella di Alfano con Ghedini, di famigli super pagati per tramare, loro sì, contro la legge, contro la giustizia, contro il diritto e contro la costituzione ). Berlusconi NON DICE che senza quelle leggi, e senza quegli scudi, egli non sarebbe più lì a fare il presidente del Consiglio e ad esibirsi in servili colloqui al G-8, ma si limiterebbe, come qualsiasi cittadino che avesse infranto la legge, a conversare con i suoi colleghi di detenzione durante l’ora d’aria in qualche penitenziario. La magistratura NON DICE genericamente e senza prove ( come fa Berlusconi a loro riguardo ) che Berlusconi commette reati ed é colluso e corrotto, ma fornisce indizi, prove e testimonianze che lo confermano, salvo poi a trovarsi la strada sbarrata da quelle famose leggi su misura che i deputaticamerieri di Berlusconi si affannano ad approvare dedicando a questa bisogna gran parte del loro tempo di parlamentari. La magistratura AGISCE decimando, in collaborazione con le forze dell’ordine, le mafie con centinaia di arresti di quei delinquenti con i quali il braccio destro di Berlusconi Dell’Utri ha rapporti di affari e di “famigliarità”. La magistratura AGISCE rischiando ogni giorno la vita assieme alle forze dell’ordine per fare si che i capi delle mafie smettano di colludere con i politici di Berlusconi del potere centrale e di quello periferico accaparrandosi appalti in cambio di denaro e voti. E non ci venga a dire Berlusconi o qualcuno del suo governo che é merito del governo se la magistratura riesce a fare quanto sta facendo contro le mafie perché, come Berlusconi ben sa e come non vorrebbe che fosse, la magistratura é per ora INDIPENDENTE dal potere politico e meno male che lo é perché se no, i Dell’Utri e gli altri politici ” amici degli amici” farebbero di tutto per aiutare i mafiosi ed intralciare la Magistratura..! Non ci vorrebbe neppure una grande quantità di cervello per capire, dal confronto, come stanno veramente le cose, ma, come sempre, la quantità é inversamente proporzionale alla qualità e, come dicono a Milano,: ” la mader d’i pirla l’é semper pregna “..

Alessandro Mezzano

Mafia di Stato

Giovedì, 1 Luglio 2010

Il senatore Dell’Utri è stato condannato anche in appello per “concorso esterno in associazione mafiosa”. La sinistra gongola perché c’è la conferma che l’amico e collaboratore di Berlusconi ha avuto il marchio a fuoco di mafioso. Il centrodestra gongola ( un po’ meno) perché il tribunale lo ha assolto per i fatti successivi al 1992. Noi vorremo semplicemente applicare le regole del ragionamento logico, non al di fuori del contesto inquisitorio della giustizia ufficiale, ma senza i vincoli assoluti che regolano lo svolgimento di un processo penale in un Paese civile e che tramutano in assoluzione la non certezza assoluta e provata della reità. Perché noi non vogliamo riprocessare Dell’Utri, ma nello stesso tempo vogliamo chiarire che la mancanza di prove certe non assolve di per se specie quando ci sono tantissimi altri indizi ai quali la logica non può che dare un significato. Il famoso giurista Carneluti diceva:” Una coincidenza è solo una coincidenza, due coincidenze sono un indizio, tre coincidenze sono una prova “ La presenza, imposta da Dell’Utri, nella residenza di Berlusconi del pluriassassino e mafioso accertato Mangano ( quel Mangano che ancora ieri Dell’Utri ha definito “Il mio eroe” ), le accuse di diversi pentiti testimoni di fatti mafiosi, l’immunità assoluta di Berlusconi rispetto alle estorsioni, minacce e rapimenti della mafia, sono fatti che portano tutti ad una unica conclusione logica. Ora. astraendosi dalla ricerca di prove provate e rimanendo però nel ragionamento della logica si possono fare alcune considerazioni che sono deduzioni logiche di premesse ampiamente provate e contenute nella sentenza di condanna di Dell’Utri. La sentenza dice che Marcello Dell’Utri è stato sodale con la mafia e tramite dei suoi rapporti con la finanza, l’impenditoria e la politica sino al 1992. Dopo di che non afferma affatto che dopo il 1992 Dell’Utri abbia cessato tale attività criminale, ma dice solamente che non ci sono prove sufficienti ( nonostante le confessioni dei pentiti..) per determinarne la condanna e questo riguarda l’aspetto giuridico della questione che attiene alla discrezionalità dei giudici nel valutare leprove e, sotto questo aspetto, ma solo sotto questo aspetto, la sentenza è ineccepibile. Vedremo poi dalle motivazioni della sentenza quanto tale decisione sia stata logica ed accettabile. Il ragionamento logico cui facevamo riferimento all’inizio di questo articolo è però uno strumento checi porta da tutt’altra parte. Premesso che la mafia non è una bocciofila o una associazione di giocatori di tressette, ma è una seria e potente associazione di delinquenti che perseguono il proprio interesse ad ogni costo, compreso il ricatto, l’omicidio ed anche la strage, ci sembra molto difficile che un associato importante, uno che faceva da cerniera tra la mafia ed i vari poteri, si sia potuto defilare così, semplicemente, senza conseguenze, dal 1992 in poi. Ci sembra altresì assurdo immaginare che un delinquente come Dell’Utri, che aveva fatto la libera scelta di approfittare della sua partecipazione alla mafia per perseguire i suoi interessi privati, abbia, improvvisamente e senza motivi, abbandonato tale programma per dedicarsi a opere di bene …!! Ma poi perché, dato che la mafia da sempre ricerca il dialogo e l’accordo con il potere, proprio quando Dell’Utri aveva raggiunto una posizione di potere politico nazionale ed era quindi in grado di mediare tra questo e la mafia, egli avrebbe dovuto abbandonare questa posizione e questa possibilità che era il più alto dei traguardi cui un collaboratore mafioso potesse aspirare? Se qualcuno ci spiegherà questi perché, allora forse potremo credere alla innocenza di Marcello Dell’Utri ..!!

Alessandro Mezzano


Copyright 2008 Webmaster Antonelli Roberto antonelliroberto@alice.it