L’infame compagno Saverio Ferrari

L’ispiratore del falso scoop de La Repubblica e la fonte principale del Libro “Bande Nere”: SAVERIO FERRARI

Saverio Ferrari, è uno storico esponente dell’estrema sinistra comunista degli anni ’70, già attivista del C.A.F. (Comitato Antifascista) di Milano e membro del famigerato Servizio d’Ordine di A.O. Avanguardia Operaia, poi Dirigente di Democrazia Proletaria, antifascista di professione, ora è funzionario del Gruppo Consiliare del Partito della Rifondazione Comunista della Regione Lombardia e responsabile del sedicente Osservatorio Democratico che analizza i partiti e movimenti di destra, schedandone dirigenti, militanti e semplici simpatizzanti o presunti tali.

Questa sua pessima “abitudine”, di chiaro stampo sovietico, risale agli anni ’70, quando nel covo terrorista di Viale Bligy, gli inquirenti trovarono un poderoso archivio, compilato proprio dal compagno Saverio Ferrari, nel quale erano schedati migliaia di anticomunisti milanesi e lombardi (militanti di destra ma anche di sinistra, poliziotti e carabinieri, imprenditori e borghesi) con tanto di fotografie e dati accuratissimi come lo studio di abitudini e degli spostamenti, descrizione di locali pubblici e sedi politiche. Tutti schedati come “nemici del proletariato” da boicottare, quando non da colpire e persino eliminare!

Proprio grazie alle dettagliate informazioni di Saverio Ferrari, nel 1975, alcuni appartenenti al Servizio d’Ordine di Avanguardia Operaia, uccisero, in un vile agguato a colpi di chiave inglese, Sergio Ramelli, militante diciottenne del Fronte della Gioventù. Nel 1987, Saverio Ferrari è stato condannato ad 11 anni di carcere (ridotti a poco più di tre anni con sentenza definitiva) per l’infame assalto ed incendio, avvenuto nel 1976, al Bar di Largo Porto di Classe a Milano, dove vennero selvaggiamente aggrediti, a sprangate, tre presunti simpatizzanti di destra: Fabio Ghilardi (due operazioni, coma, polmone d’acciaio epilessia permanente), Giovanni Maida di soli 16 anni (quattro fratture alla mandibola e una alla spalla) e Bruno Carpi (doppio sfondamento della calotta cranica con lesioni permanenti al cervello).

Un Commento a “L’infame compagno Saverio Ferrari”

  1. dario Scrive:

    Questo omino piccolo piccolo è un infame, un vigliacco e un poveraccio che vale meno di niente merita solo un profondo disprezzo per quello che ha fatto e per quello - purtroppo - che continua a fare. Speriamo che la natura lo tolga presto di mezzo.

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