ROSARNO
La massoneria commerciale dell’Ortofrutta ”Deve” avere degli utili consistenti ad ogni costo per soddisfare i componenti finali della filiera della distribuzione che sono gli unici ad arricchirsi in questo settore. Per farlo, comprime i costi di produzione e dilata i prezzi al consumo tant’è che, come è stato detto mille volte senza ottenere interventi governativi di qualsiasi tipo, un chilogrammo di pomodori che viene pagato al coltivatore pochi centesimi viene poi venduto nei supermercati a dieci, quindici volte tanto. La compressione dei costi alla produzione spinge i coltivatori a cercare di comprimere a loro volta i propri costi per avere un minimo di guadagno ed uno degli elementi di costo più elevato di questo settore è quello della mano d’opera per la raccolta. Di qui, e solo di qui, nasce lo sfruttamento degli immigrati clandestini che possono essere impiegati per una giornata di 12 ore al prezzo modestissimo di 20 Euro, senza contributi, senza assistenza e quindi senza ulteriori spese. Sono cose molto chiare a tutti e da tempo e quindi nessuno, né il governo, né le istituzioni, né la politica possono fare finta di scandalizzarsi per una serie di responsabilità e di colpe che appartengono solamente a loro a causa della loro ignavia e della loro complicità in un modo di gestire la distribuzione che grida vendetta al cielo! Certo, la cosa, vista nell’ottica del liberalismo capitalista che ha come unico obiettivo il profitto, ha una sua logica perché non tiene conto delle implicazioni sociali, umanitarie ed etiche, ma non è accettabile l’ipocrisia di chi da un lato predica i valori della tolleranza, della solidarietà, dei diritti umani e dall’altro è cieco quando questi valori cozzano contro l’interesse del profitto ad ogni costo ..! E’ assurdo sentire berciare i Bersani, i Maroni, i Ferrero, il Vaticano ed i portavoce del governo quando i fatti di Rosarno sono solamente l’evidenza di una situazione che tutti conoscevano e per la quale nessuno è intervenuto in modo efficace! Ora gli extracomunitari di Rosarno sono stati trasferiti altrove usando il solito metodo di nascondere gli effetti del problema senza mai intervenire sulle cause ( come nel caso della spazzatura di Napoli): un po’ di maquillage locale e tutto è a posto.
A posto un corno! Quali sono gli interessi inconfessabili che si devono coprire nella super dilatata filiera della distribuzione dei prodotti ortofrutticoli? Quali e quanti i flussi elettorali condizionati dai padroni della suddetta filiera che impediscono di intervenire pena una riduzione di consenso elettorale? Quali e quante le cointeressenze economiche dei partiti e delle istituzioni in detta filiera?
Forse sono queste le domande che spigherebbero i motivi di tanta disattenzione al problema e di tante chiacchiere che rimangono tali senza essere seguite da provvedimenti concreti e risolutivi! Comunque stiano però le cose, un fatto è certo ed è quello che la situazione di Rosarno, paradigmatica di una situazione generale molto più ampia, è causata dalla ignavia e dalla inefficienza non solo dei governi che non hanno saputo provvedere ad una riforma generale del sistema, ma anche delle opposizioni che hanno sempre criticato senza proporre soluzioni e senza lottare per vederle realizzate! Basterebbe la considerazione che una filiera più spostata verso l’utile dei produttori, darebbe spazio ad una occupazione dignitosa per i calabresi, il che, data la situazione di quella regione, non sarebbe cosa da poco, per dare validità alla tesi della ignavia delle istituzioni rispetto al problema. Come sempre, siamo un Paese di chiacchieroni, ma, alla prova dei fatti, la distanza tra chiacchiere e capacità operativa è siderale..
Alessandro Mezzano