Blocco studentesco - sulla questione “casa dello studente” a Reggio Calabria.

Visti i tragici avvenimenti che in questi anmesso in ginocchio la Calabria, il Blocco Studentesco richiama l’attenzione sul problema del dissesto idrogeologico anche nel comprensorio universitario Reggino. Al suo interno, infatti, si stanno sbloccando i lavori per ultimare la Casa dello studente, lavori precedentemente interrotti a causa dell’impraticabilità del progetto oltre che per le solite beghe di appalti.

I particolari dei lavori in corso sono alquanto agghiaccianti e lasciano non pochi dubbi sulla loro positiva riuscita. La struttura in questione, infatti, è stata allocata nel letto di un fiume, suolo dunque poco idoneo a priori per costruzioni di quella mole. Ancora, il fiume – malamente irreggimentato - che dovrebbe costituire le fondamenta della struttura è tangente al fondo valle della “collinetta della Facoltà di Agraria”, collinetta che ha richiesto non pochi lavori di risanamento per l’adibizione a polo universitario e la cui sicurezza è stata da sempre oggetto di serio dibattito. Inoltre, sovrastante la struttura di questa poco rassicurante casa dello studente, ad alimentare le inquietudini vi è il viadotto autostradale, già oggetto di cronaca in passato a causa di incdenti mortali verificatisi con conseguenti rischi di “voli” di autovetture. A questo proposito, illuminanti sono le parole del docente della Facoltà di Architettura “Enrico Costa”, il quale ha più volte espresso il suo dissenso riguardo la sicurezza della struttura in questione che risulta essere anche piuttosto datata per modalità di fabbricazione. L’ultima interruzione dei lavori risale a dieci anni a dietro, il che delinea una potenziale fatiscenza delle strutture lasciate incomplete, in balia del tempo e degli agenti atmosferici, nonché una certa arretratezza quanto alle normative antisismiche che la dorrebbero caratterizzare .” Che contraddizione!” – si esprime così l’autorevole professore – “ prima ci adoperiamo per raccolte fondi, pubbliche sottoscrizioni per gli studenti vittime del terremoto in Abruzzo, ma poi non facciamo niente per evitare che certe cose accadano”.

Il Blocco Studentesco si accoda alla critiche mosse dall’autorevole Prof. Costa e propone un’altra destinazione del terreno sul quale dovrebbe sorgere la C. d S. Vorremo che nella sua parte più sicura, quel terreno fosse adibito ad area ricreativa e che ospitasse strutture più semplici e più funzionali alle sue attitudini costruttive: piccoli luoghi di ristoro e aggregazione per studenti, strutture che mancano oggettivamente alla cittadella universitaria reggina e che comporterebbero un utilizzo senza’altro meno gravoso di quel suolo, non ottimale per la costruzione di strutture dalla grande mole.

Francesco Cordopatri
Blocco Studentesco - Calabria

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